La tomba 6 del tumulo di Casal Selce è la sepoltura più importante del complesso. Si raggiungeva tramite un lungo dromos (corridoio d’accesso) che portava a un vestibolo su cui si aprivano tre camere. Il vano B, il più grande, apparteneva a un uomo di alto rango e ha restituito un corredo ricchissimo.
Tra gli oggetti trovati ci sono anfore da trasporto, vasi in bronzo, un flabello (ventaglio cerimoniale), una fibula d’argento e un piccolo cucchiaio in legno con manico in bronzo. Si tratta di oggetti legati al banchetto e alla vita quotidiana dell’aristocrazia, simboli di prestigio e raffinatezza.
L’oggetto più prezioso è un lebete in bronzo (recipiente usato nei banchetti per mescolare o servire cibi e bevande), di forma troncoconica (a cono rovesciato) con anse decorate da volute e un fiore di loto.
Il lebete, probabilmente realizzato a Vetulonia, mostra influenze cipriote (provenienti da Cipro) e somiglia a esemplari rinvenuti in tombe principesche del Lazio, come quella Bernardini di Palestrina. Modelli simili erano prodotti anche a Veio, dove se ne realizzavano versioni in ceramica.
Questo raffinato vaso in bronzo racconta il lusso e le relazioni internazionali delle élite etrusche del VII secolo a.C., che attraverso oggetti come questo esprimevano potere e cultura.