I. Il territorio 

L’Ecomuseo di Roma Ovest (ERO) nasce nel quadrante occidentale della Capitale, in un territorio compreso tra via Trionfale e via Aurelia e attraversato dall’antico tracciato della via di Boccea, che ricalca il percorso dell’antica via Cornelia. In questa vasta area della Campagna Romana convivono siti archeologici, paesaggi agricoli, nuclei urbani recenti e memorie stratificate delle comunità che hanno abitato questi luoghi. 

Questo territorio rappresenta un palinsesto complesso di patrimoni materiali e immateriali: monumenti, tracciati viari antichi, ville romane, siti paleontologici, architetture rurali, paesaggi agricoli, ma anche saperi locali, tradizioni e pratiche sociali. L’Ecomuseo nasce per mettere in relazione questi elementi, trasformando il territorio stesso in uno spazio di conoscenza, partecipazione e progettazione culturale condivisa. 

II. Perché nasce l’Ecomuseo 

Il progetto dell’Ecomuseo di Roma Ovest nasce su iniziativa della Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma (SSABAP), nell’ambito delle politiche di valorizzazione del patrimonio culturale finanziate con fondi del PNRR, e dei principi sanciti dalla Convenzione Europea del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società (Convenzione di Faro, 2005). 

Un ecomuseo non è un museo tradizionale. È un processo collettivo e continuo di riconoscimento, cura e narrazione del patrimonio culturale di un territorio, fondato sulla partecipazione attiva degli abitanti e sulla collaborazione tra istituzioni, associazioni, imprese e singoli cittadini. Il patrimonio culturale non è costituito soltanto da monumenti o oggetti, ma dall’insieme delle relazioni tra luoghi, paesaggi e comunità: uno strumento per rafforzare l’identità dei territori, favorire la partecipazione dei cittadini, promuovere sviluppo culturale e sociale e migliorare la qualità della vita. 

L’Italia ha riconosciuto giuridicamente la figura dell’ecomuseo; la Regione Lazio, con la L.R. n. 24 del 15 novembre 2019, art. 21 commi 2 e 3, ha definito i criteri e le finalità degli ecomusei nel proprio territorio. La Soprintendenza Speciale di Roma, in quanto istituzione preposta alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale su Roma Capitale, si fa promotrice del percorso fondativo dell’Ecomuseo di Roma Ovest, assumendo nella fase iniziale il coordinamento delle attività. 

III. Vision 

ERO immagina un territorio coeso e riconoscibile, in cui la Campagna Romana occidentale – con i suoi siti archeologici, paesaggi agricoli e comunità locali – diventa un ecosistema culturale vivo, accessibile e sostenibile, capace di rigenerarsi attraverso la partecipazione dei suoi abitanti e di generare benessere civile, identità condivisa e opportunità di sviluppo per le generazioni presenti e future. 

IV. Mission 

  • Custodire e rendere fruibile la stratificazione storica, archeologica e naturalistica di Roma Ovest, integrando tutela, ricerca e divulgazione. 
  • Attivare una governance partecipata che unisca cittadini, associazioni, istituzioni e imprese in processi di co-programmazione e co-gestione. 
  • Connettere luoghi e persone attraverso percorsi culturali e naturalistici, il Museo Digitale e servizi di accoglienza diffusa sul territorio. 
  • Promuovere economie locali sostenibili: educazione, visite, esperienze, mercati a km 0, partenariati pubblico-privati. 
  • Garantire accessibilità universale e inclusione, con strumenti, linguaggi e soluzioni adatte a tutte le abilità. 

V. Gli obiettivi strategici 

  • Tutela, valorizzazione e accessibilità del patrimonio culturale materiale e immateriale del territorio. 
  • Educazione, formazione e divulgazione rivolte a scuole, università, ricercatori e comunità locali. 
  • Partecipazione attiva e coinvolgimento dei cittadini nei processi di conoscenza e gestione del patrimonio. 
  • Sviluppo economico locale sostenibile attraverso la valorizzazione delle realtà produttive, artigianali e agroalimentari del territorio. 
  • Fruizione sostenibile del territorio tramite itinerari, archeotrekking, archeobiking e slow tourism. 
  • Organizzazione di eventi, mostre e festival culturali per rafforzare l’identità comunitaria. 
  • Innovazione digitale: piattaforme partecipative, museo virtuale, mappe geolocalizzate, archivi open access. 
  • Informazione e comunicazione: promozione del territorio attraverso strategie multicanale. 
  • Conoscenza e mappature: patrimonio materiale e immateriale, biodiversità, memoria collettiva. 
  • Servizi al pubblico: infopoint, centri visita, accoglienza diffusa e inclusiva. 

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