Nel 2022, durante lavori in via di Casal Selce 146, è stato scoperto un grande tumulo sepolcrale riferibile al territorio dell’antica Veio e risalente al VII secolo a.C. (età Orientalizzante). Il tumulo, di rango principesco, era costituito da camere funerarie coperte da un ampio accumulo di terra e pietre. Per dimensioni e visibilità, si distingueva nettamente nel paesaggio. Oltre a svolgere una funzione funeraria, il tumulo rendeva evidente la presenza e il prestigio della famiglia che lo aveva costruito.
Il sepolcro comprende sei tombe: quattro vicine tra loro e due più distanti, a sud-ovest. Le sepolture appartengono a diversi tipi. Alcune sono tombe a camera ipogea (scavate nel terreno e raggiungibili attraverso un corridoio detto dromos), altre sono tombe a incinerazione (dove i resti del defunto venivano deposti dopo la cremazione), del tipo “a vestibolo a cielo aperto” o “a tramite”. Ci sono poi tombe con un corridoio e loculo laterale (una piccola nicchia per deporre il corpo) e con una camera unica sotterranea.
I ricchi oggetti trovati all’interno, come vasi, armi e gioielli, permettono di datarle tra il 650 e il 600 a.C., nel periodo detto Orientalizzante, quando il Lazio risentiva dell’influenza artistica e culturale del mondo greco e orientale.
La tomba principale, la numero 6, si trova al centro del tumulo e apparteneva a una famiglia nobile. Era preceduta da un lungo dromos (corridoio d’accesso) che portava a tre camere. Nella prima fu sepolta una donna di alto rango, con ornamenti e un servizio da banchetto in bucchero (ceramica nera e lucida). Nella seconda, un uomo con armi, vasi in bronzo e argento e oggetti legati al consumo del vino, segno di prestigio. La terza camera, più piccola, ospitava un’altra donna, con monili d’oro e un carro forse a quattro ruote.
Vicino all’ingresso della tomba principale si trovano altre due sepolture: la tomba 2, forse di una coppia, e la tomba 5, mai utilizzata. Poco più lontano, la tomba 1 conteneva anch’essa due individui, un uomo e una donna, riconosciuti dagli oggetti trovati accanto ai resti.
Le tombe 3 e 4, più tarde (V secolo a.C.), contenevano piccole nicchie chiuse da tegole e alcune coppe attiche a vernice nera (ceramica greca importata). Furono aggiunte in seguito per onorare gli antenati e mantenere viva la memoria della famiglia.