In via di Boccea 922, nella proprietà Pianella–Cascina di Sotto, nei pressi dell’incrocio con via della Storta, si conserva un grande cippo funerario iscritto. Nel maggio 2022 è stato oggetto di un attento restauro, che ha restituito piena leggibilità all’iscrizione.
Il cippo consiste in un grosso blocco di marmo bianco, alto oltre due metri, lavorato sulla fronte e sui lati, mentre il retro è rimasto grezzo. La sommità è liscia e leggermente arcuata, presenta piccole decorazioni laterali; e al di sotto corre una fascia modanata. Ai lati figurano un urceus (una brocchetta) e una patera, (un piattino usato per le offerte rituali); al centro, entro uno specchio epigrafico rettangolare, è incisa l’iscrizione di nove righe.
Il testo si apre con la dedica “agli Dei Mani”, gli spiriti dei defunti, e ricorda Quinto Cornelio Procliano, morto a 15 anni, 8 mesi e 12 giorni. Il cippo fu fatto erigere dalla madre, Valeria Calpurnia Scopele, che lo dedica al “figlio piissimo”, amatissimo e molto caro. I nomi non risultano attestati in altre iscrizioni note: si ipotizza, quindi, che il giovane fosse figlio adottivo o liberto (ex schiavo liberato) di un Quinto Cornelio, mentre la madre potrebbe essere stata di condizione servile e di origine greca. Il cippo è databile al II secolo d.C.