Nell’area di servizio Selva Candida, ai margini della borgata Ottavia e in prossimità del Ninfeo della Lucchina, gli sbancamenti tardo-novecenteschi e le indagini preventive del Piano di Zona B51 (via Ponderano, lungo l’attuale via di Selva Candida) hanno restituito un articolato complesso di evidenze archeologiche. Nel comprensorio compreso tra un diverticolo della via Triumphalis e l’asse di raccordo con l’antica via Cornelia, sono documentati tracciati viari, nuclei necropolari e un insediamento rurale, attestando la continuità insediativa dall’età orientalizzante alla tarda età imperiale.
Gli scavi hanno inoltre portato alla luce una necropoli sviluppata lungo un diverticolo basolato della via Trionfale, con ogni probabilità connessa al sistema di ville rustiche presenti nell’area. Il complesso comprende un recinto quadrangolare e un edificio funerario monumentale a pianta rettangolare con due vani orientati NNE-SSO; nelle immediate vicinanze sono state rinvenute tombe a fossa prevalentemente orientate E-O. A ovest si sviluppa un sistema idraulico, costituito da una cisterna e da cunicoli tra loro collegati, verosimilmente funzionale all’alimentazione del Ninfeo della Lucchina. La necropoli presenta almeno due fasi di utilizzo, tra la tarda età repubblicana e l’età imperiale avanzata, in relazione con una villa situata nella vicina tenuta Colonna.
Più a sud-ovest, lungo via di Selva Candida, è stato messo in luce un tratto di strada tagliata nel banco tufaceo, con orientamento NO-SE, con solchi di carri ancora visibili. Alla base della parete orientale si apre una tomba a camera databile in epoca etrusca (VII sec. a.C.), preceduta da un dromos, che ha restituito materiali in impasto, bucchero e bronzo. Lungo lo stesso asse si dispone inoltre una necropoli romana con almeno 38 tombe a fossa, per lo più alla cappuccina (I–II sec. d.C.), e poco più a nord un’area con abbondanti frammenti fittili, interpretata come possibile insediamento rurale.
Nel complesso, l’area di Selva Candida si configura come uno spazio di connessione tra viabilità, ambiti funerari e insediamenti produttivi, con una lunga continuità di frequentazione dall’età etrusca alla tarda età imperiale.