Al km 8 di via di Boccea, in località Santa Rufina, gli scavi del 1965 hanno riportato alla luce un complesso stratificato che documenta l’evoluzione dell’area dall’età etrusca all’alto medioevo.
Le prime fasi attestano uno sfruttamento agricolo e produttivo del territorio. Tra età etrusca ed epoca repubblicana furono realizzati cunicoli nel tufo per la raccolta e canalizzazione delle acque. In età repubblicana sorse una villa romana a funzione residenziale e agricola, frequentata fino alla tarda età imperiale. In epoca imperiale l’area fu dotata di cisterne, canali e cave per l’estrazione del tufo.
Dalla metà del III secolo d.C. il sito assunse carattere funerario: sono documentate sepolture in un vano rettangolare orientato NO-SE e quattro gallerie catacombali, una delle quali, lunga 6,50 m, conserva dieci loculi lungo le pareti.
Tra la fine del III e gli inizi del IV secolo d.C. fu costruito un mausoleo circolare di 6 m di diametro, parzialmente scavato nel tufo e decorato con mosaici, intonaci dipinti e rivestimenti marmorei; due sepolture nella parte orientale indicano un probabile accesso da ovest.
Agli inizi del IX secolo il mausoleo venne smantellato e i materiali reimpiegati per edificare un grande ambiente rettangolare con pavimento a mosaico geometrico, identificato da alcuni con la Basilica delle Sante Rufina e Seconda, mentre l’area continuava a essere utilizzata come necropoli.