Il capitello fu rinvenuto nei pressi della via Aurelia, in località Tenuta Bottaccia, area che in età romana corrispondeva all’antica Lorium, prima statio dell’Aurelia. Il sito era noto per la presenza di ville suburbane e per il palazzo imperiale fatto edificare da Antonino Pio, dove soggiornò anche Marco Aurelio.
Realizzato in marmo bianco a grana fine, il capitello si conserva per un’altezza massima di circa 1,20 m. La superficie, oggi fortemente corrosa, presenta numerose scheggiature, soprattutto nella parte inferiore.
La decorazione, particolarmente elaborata, si sviluppa a partire da due corone sovrapposte di foglie: quella inferiore è composta da foglie d’acanto dai margini frastagliati, con lobi incisi da profondi solchi; nella corona superiore, accanto alle foglie d’acanto, compaiono su ciascuna faccia, in posizione centrale, foglie d’acqua. Ai lati di queste si impostano steli e motivi vegetali: su due facce contrapposte gli steli sono verticali e terminano in ricche infiorescenze che sorreggono piccoli cespi d’acanto sovrapposti; sulle altre due, invece, si incurvano e si incrociano sopra le foglie centrali. Nella parte superiore sono raffigurati un pavone e un’aquila, ciascuno poggiante su un cespo d’acanto. Entrambi sostengono sul dorso un clipeo, leggermente inclinato in avanti, al centro del quale sono scolpiti due busti: uno femminile e uno maschile loricato e paludato, identificabili con Faustina Maggiore — riconoscibile dalla tipica acconciatura con treccia avvolta sulla sommità del capo — e con Antonino Pio. Il pavone, attributo di Giunone, e l’aquila, attributo di Giove, richiamano il tema dell’apoteosi imperiale, ossia la divinizzazione dell’imperatore e della consorte dopo la morte. Sulla base di tali elementi iconografici, il capitello è databile agli anni immediatamente successivi al 161 d.C., quando Antonino Pio fu divinizzato, dopo la precedente divinizzazione di Faustina del 141 d.C.
Si ritiene che il capitello fosse originariamente collocato sulla sommità di una colonna alta circa 10 m e che appartenesse a un monumento celebrativo di carattere commemorativo. È stato ipotizzato che potesse sostenere un’aquila bronzea oppure, in associazione con una colonna gemella, un architrave.