Tra il 1994 e il 1995, durante indagini archeologiche preventive tra via Castel di Guido e via G. Sodini, sono emersi diversi resti di età imperiale: resti di un edificio, un tratto di strada lastricata, una necropoli e un impianto artigianale. Quest’ultima, situata a valle della strada, è stata interpretata come una fullonica, sarebbe a dire un impianto per il lavaggio e il trattamento dei tessuti.
Sono stati messi in luce quattro ambienti con vasche rivestite in cocciopesto (un rivestimento impermeabile di malta e tritume di laterizi), canalizzazioni e strutture murarie in opera laterizia e pietra calcarea. Nell’ambiente principale erano presenti due vasche comunicanti: una quadrata, con lo scarico nell’angolo, e una seconda più piccola ma più profonda, alimentata attraverso appositi condotti. Attorno si aprivano altri vani con pareti impermeabilizzate e canali ricavati nel nucleo dei muri.
L’analisi delle murature ha permesso di distinguere almeno tre fasi costruttive, comprese tra I e II secolo d.C.; periodo oltre il quale l’impianto non risulta più in uso. La presenza di vasche comunicanti, rivestimenti impermeabili e un articolato sistema di scarico indica un’attività basata sull’uso intensivo dell’acqua. L’assenza di elementi legati alla produzione di olio o vino rafforza l’interpretazione dell’impianto come fullonica.